Giancarlo De Carlo

decarlo

Il progetto dei collegi come elemento identificativo del progettare di De Carlo.


1962-1966 Collegio del Colle

1973-1983 Nuovi Collegi Universitari “Il tridente”, “L’aquilone”, “La vela”

Il progetto dei Collegi, iniziato nel 1962-1966 con il Collegio del Colle e ampliato nel 1973-1983 con i nuclei de Il tridente, L’aquilone e La vela, per ospitare complessivamente 1300 posti letto, permette di chiarire l’atteggiamento congruente di De Carlo verso architetture date e nuove realtà e sul senso di queste in rapporto alla città e al territorio. La struttura è articolata in cinque nuclei di cui uno è l’antico convento, colto come matrice del dispositivo architettonico, riferimento del dialogo cercato tra volume, spazio aperto e orizzonte. Il convento viene inglobato nel nuovo complesso come primo segno fondativo, come uno dei fuochi orchestrati a disegnare un impianto ad elevata variazione architettonica e funzionale e predisposto al dialogo con il paesaggio. I cinque nuclei vengono disegnano un sistema policentrico dalla variazione tipicamente urbana. A proposito del Collegio del Colle Aldo Van Eyck dice: “È due luoghi al tempo stesso; aperto e chiuso, interno ed esterno, grande e piccolo ed ha soprattutto un significato al tempo stesso individuale e collettivo. (…) l’edificio è l’area e viceversa.”[1] De Carlo, dopo la costruzione degli ultimi tre nuclei dei Collegi, spiega perché ha deciso di non proseguire la prima struttura, di non reiterarla e moltiplicarla nell’ampliamento del sistema. “In breve mentre il primo intervento aveva generato un organismo ‘in forma di città’, il secondo si propone di generare ‘un pezzo di città’ congruente con il tessuto complessivo – costruito naturale – di Urbino.”[2] I collegi diventeranno l’icona architettonica del rapporto di De Carlo con il paesaggio urbinate, il luogo privilegiato dei suoi ritorni in questa città, nel quale verificare anche l’azione modificatrice del tempo sulla propria opera.


[1] A. Van Eyck, Il collegio universitario di Urbino di Giancarlo De Carlo, in ‘Zodiac’, 1966.

[2] G. De Carlo, Conversazione su Urbino, intervista di Pierluigi Nicolin, in ‘Lotus International’, n. 18, 1978.



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