Pino Trogu

trogibnUna cosa che mi fece impressione negli anni di studio a Urbino fu la lettura di “L’immagine della citta’” (The Image of the City) dell’urbanista americano Kevin Lynch. Ce lo consigliò il professor Valli e mi ricordo che pensai a come veramente Urbino fosse una città fortemente “immaginabile” (imageable). L’esperienza da manovale con mio padre, muratore, mi fece poi apprezzare le molte invenzioni di raccordi spaziali delle superfici tra strada-marciapiede-muro, realizzate con i mattoni per la tante salite e discese e incroci tra strade e vicoli della città.
Negli anni sono ritornato spesso a quel libro fondamentale di Lynch.

Da poco mi ha persino ispirato a tentare una spiegazione e forse dimostrazione della superiorità del libro stampato (l’oggetto fisico e tangibile) rispetto al suo doppio digitale. Ma questa è un’altra storia, ancora tutta da vedere.