Le lettere, i luoghi e i volti di Toccafondo

L’abbecedario ci aiuta ad imparare e lo fa utilizzando un linguaggio di mediazione già noto. Impariamo a leggere le lettere associandole alle figure e quindi impariamo ad astrarre a partire dalle esperienze.
Questo modo di comunicare per figure, così lontano dalle tradizionali formulazioni del sapere uni- versitario ci apre ad una caratteristica fondamentalmente dello studio: la componente emozionale della conoscenza.
Le immagini di Gianluigi Toccafondo sono il tramite attraverso il quale riusciamo a cogliere in profondità la forza evocativa di un’esperienza umana originale che ha memoria dei luoghi, delle persone e dei vissuti.
I giovani ritratti nei loro pensieri, le lettere figurate, i simboli dello studio e le immagini della città costituiscono un sistema coerente ma non rigido dentro al quale prende forma un nuovo modello di rappresentazione del sapere.
In questo sistema le differenze si combinano e diventano complementari così come i sogni
e le aspettative di ciascuno.
Un teatro delle parole nel quale le lettere tornano ad essere simboli sciamanici, oggetti molto con- creti ed elementi solidi dei paesaggio come lo sono gli edifici, gli alberi e le strade.
Urbino è la sua università e questa circostanza la rende un luogo di studio unico al mondo.

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